C’è un luogo, sotto la superficie della Basilica di San Pietro, dove la storia millenaria del monumento incontra la tecnologia più avanzata di monitoraggio strutturale. È lì che nasce “Oltre il Visibile“, il progetto di sponsorizzazione tecnica promosso da Eni insieme alla Fabbrica di San Pietro, presentato ufficialmente a febbraio 2026 nell’ambito delle iniziative per il IV Centenario della Dedicazione della Basilica (1626-2026).
Un progetto che affonda le radici in una lunga storia di attenzione al monumento — già nel Seicento Carlo Maderno, progettista della facciata, conosceva le difficoltà del terreno di fondazione e intervenne con soluzioni all’avanguardia per l’epoca; nel Settecento Papa Benedetto XIV commissionò a Luigi Vanvitelli e Giovanni Poleni i primi studi sulle fessurazioni della Cupola. “Oltre il Visibile” raccoglie questa eredità e la porta nel presente, con un lavoro che ha richiesto 18 mesi di attività, tra studi preliminari e interventi operativi.
Il cuore tecnico-narrativo del progetto è poi rappresentato dal Digital Twin della Basilica: un modello digitale che integra tre livelli di conoscenza — il rilievo geometrico tridimensionale dell’intero complesso, lo studio geofisico del sottosuolo (con le sue falde, i depositi alluvionali del Tevere e le “marne vaticane”) e la rete di sensori per il monitoraggio strutturale continuo di aree sensibili come la Facciata del Maderno e il tamburo della Cupola di Michelangelo.
Ma un Digital Twin, per essere davvero utile a chi ogni giorno si prende cura della Basilica, ha bisogno di un’interfaccia capace di renderlo vivo, consultabile, aggiornato in tempo reale. È qui che ha contribuito l’expertise di Gisky.
Gisky ha fornito, come sub-fornitore tecnologico nella filiera coordinata da Eni la piattaforma WebGIS basata su tecnologia Esri su cui confluiscono i dati raccolti dalla rete di monitoraggio installata da Solgeo. È questa l’infrastruttura digitale che permette all’interfaccia descritta come “intuitiva e sicura” — quella che rende il modello a nuvola di punti della Basilica interrogabile in continuo — di funzionare concretamente come strumento di lavoro quotidiano per la Fabbrica di San Pietro.
Alla base un obiettivo comune: trasformare la Basilica di San Pietro in quello che il progetto stesso definisce un “organismo vivo”, costantemente osservato e protetto, capace di continuare a raccontare la sua storia — e quella della cristianità — alle generazioni future.
Il risultato è una piattaforma che traduce segnali millimetrici — spostamenti, rotazioni infinetesimali, variazioni di inclinazione nell’ordine del decimillesimo di grado — in informazione leggibile e fruibile, a supporto delle decisioni tecniche e scientifiche di conservazione del sito.
Nel concreto, il progetto ha dotato la Fabbrica di San Pietro di un sistema digitale tridimensionale e interattivo che tiene insieme, in modo coerente e navigabile, tre livelli di conoscenza: il modello metrico ad alta definizione del monumento — comprensivo delle aree epigee e di quelle ipogee, normalmente non accessibili — il modello geologico e idrogeologico del sottosuolo e il modello di monitoraggio strutturale interrogabile in tempo reale. Il tutto è ancorato a sistemi di riferimento topografici assoluti e a maglie discrete costruite su scale congruenti, condizione necessaria per garantire coerenza tra livelli di dettaglio così diversi tra loro.
Il gemello digitale che ne risulta può essere interrogato in ogni suo punto senza perdere la visione d’insieme, ed esplorato liberamente, osservabile da qualsiasi angolo di prospettiva. Non è soltanto un archivio dei dati raccolti sul campo: è anche il luogo dove quei dati vengono interpretati e messi in relazione tra loro, diventando la base su cui la Fabbrica di San Pietro potrà costruire nuove valutazioni, futuri approfondimenti archeologici e le prossime azioni di conservazione del complesso monumentale.
Due progetti, due obiettivi diversi. Nello stesso periodo, la Basilica è stata protagonista anche di un’altra iniziativa digitale, “Pétros ení” (Pietro è qui), realizzata dalla Fabbrica di San Pietro con Microsoft e Iconem: un digital twin ad altissima definizione pensato per la fruizione pubblica, che permette a studiosi e visitatori di esplorare virtualmente la Basilica anche nei suoi spazi non accessibili. Si tratta di un progetto distinto da “Oltre il Visibile”, con partner e finalità diverse: mentre Pétros ení guarda alla divulgazione culturale, “Oltre il Visibile” — e la piattaforma WebGIS con cui la Fabbrica di San Pietro monitora ogni giorno la salute strutturale del monumento.
“Oltre il Visibile” è, prima di tutto, la storia di una collaborazione ultraventennale tra Eni e la Fabbrica di San Pietro, che affonda le radici nel restauro della facciata in occasione del Giubileo del 2000. Come ha sottolineato Claudio Granata, direttore Stakeholder Relations & Services di Eni, il progetto riflette una visione d’impresa che considera la cura del patrimonio culturale parte della propria responsabilità verso il bene comune.
Il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro e Presidente della Fabbrica, ha descritto “Oltre il Visibile” come un servizio silenzioso alla memoria e al futuro della Basilica — una lettura che va oltre la tecnica e diventa quasi filosofica: prendersi cura di qualcosa significa prima di tutto imparare a vederla.
Dietro questa visione c’è un lavoro corale che ha coinvolto competenze diverse e complementari:
Per Gisky, essere parte — seppure dietro le quinte — di un progetto di questa portata è motivo di grande orgoglio. Un ringraziamento sentito va a Eni, per aver saputo immaginare e guidare con visione un progetto capace di mettere l’innovazione al servizio di un patrimonio universale, e alla Fabbrica di San Pietro, per la fiducia accordata e per la cura con cui ha accompagnato ogni fase del lavoro, nel pieno rispetto della sacralità e della storia del luogo. Un grazie va anche a Solgeo e Yetitmoves, compagni di viaggio in questa filiera di competenze italiane che ha reso possibile “Oltre il Visibile”. Contribuire, con il proprio know-how GIS, a rendere leggibile e accessibile la salute di uno dei monumenti più importanti al mondo è per Gisky non solo un traguardo tecnologico, ma un piccolo capitolo di una storia molto più grande di noi.
Fonti: Bergamonews, 23 luglio 2026; Corriere della Sera – Speciale Eni “Verso la transizione energetica”, 13 luglio 2026 (agg. 27 luglio 2026); “Oltre il Visibile”; articolo di Mauro Giansante, 17 febbraio 2026; articolo “Tecnologia e tutela, il progetto Oltre il visibile protegge la Basilica di San Pietro con monitoraggi in tempo reale”; booklet ufficiale “Oltre il Visibile” – Eni e Fabbrica di San Pietro, febbraio 2026.
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